10 Maggio 2024

Emicrania e fibromialgia, uno studio cerca una causa comune

10 maggio 2024 – Trovare un biomarcatore che sia in grado di diagnosticare la fibromialgia e rappresentare un possibile target da colpire con farmaci avanzati già disponibili per altre patologie ampliando gli strumenti a disposizione per curare questa sindrome. Sono gli obiettivi della ricerca in corso presso il Policlinico Gemelli di Roma finanziata da Fira, Fondazione italiana per la ricerca in reumatologia. “Un’urgente necessità medica per la fibromialgia è l’individuazione di biomarcatori per definire la malattia e caratterizzarne il fenotipo e la gravità.- spiega Annunziata Capacci, responsabile Ambulatorio fibromialgia del policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma, che conduce la ricerca- Clinicamente la fibromialgia ha molte caratteristiche proprie della sensibilizzazione centrale e l’alta prevalenza di fibromialgia in associazione all’emicrania suggerisce che possano condividere una causa comune.

In particolare, abbiamo ipotizzato che i pazienti affetti da fibromialgia possano avere elevati livelli di Cgpr, il peptide che da tempo si ritiene possa giocare un ruolo fondamentale nella fisiopatologia dell’emicrania. Di conseguenza nel nostro studio valuteremo se in pazienti affetti da fibromialgia ed emicrania, trattati per quest’ultima secondo indicazione neurologica con farmaci anti Cgrp, la terapia porti benefici anche per la fibromialgia”. La fibromialgia è una delle cause più comuni di dolore cronico diffuso ed è spesso caratterizzata dalla compresenza di sintomi quali stanchezza, difficoltà di concentrazione, astenia, disturbi del sonno, ma anche ansia, depressione e cefalea. Si calcola che il 2-4% della popolazione generale ne sia affetto, di cui l’80% donne. La diagnosi è resa complessa dall’estrema variabilità dei sintomi e dall’assenza di biomarcatori e spesso giunge in ritardo, dopo anni dall’esordio dei sintomi. “Se la nostra ipotesi fosse confermata, aprirebbe la strada a nuove possibilità terapeutiche – aggiunge Capacci – Si potrebbero usare farmaci già approvati per l’emicrania anche per il trattamento della fibromialgia, ampliando gli strumenti a disposizione per migliorare la qualità di vita dei pazienti”.