7 Aprile 2022

ISS: pandemia riduce l’attività fisica tra anziani e svantaggiati

7 aprile 2022 – “La pandemia ha indotto un’accelerazione del trend in discesa della quota di persone ‘fisicamente attive’ che si osservava già nei precedenti anni. Questa riduzione ha maggiormente coinvolto le persone socialmente più vulnerabili”. È quanto afferma l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) presentando i dati dell’attività fisica tra gli adulti raccolti dal sistema di sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia).

I dati mostrano come il calo generalizzato, nel 2020 legato anche a lockdown e restrizioni, abbia continuato la sua discesa nel 2021 per gli anziani e per chi ha difficoltà economiche o è meno istruito, ma non per chi ha più possibilità economiche e un’istruzione più alta, tra i quali l’attività fisica è invece in ripresa. In particolare, la quota di adulti fisicamente attivi (secondo i livelli raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità) è scesa dal 39% del 2019 al 35% del 2021 tra le persone con molte difficoltà economiche e dal 42% al 39% fra le persone con basso livello di istruzione. Anche fra gli over65enni, la quota di persone fisicamente attive si è ridotta in modo rilevante durante la pandemia, passando dal 33% del biennio 2018-2019 al 25% del 2020-2021. “Questa riduzione – spiega l’ISS – riguarda in particolar modo le donne (fra le quali scende dal 31% al 22%), coloro che hanno molte difficoltà economiche (dal 26% al 17%), chi risiede nelle regioni del Centro (dal 30% al 24%) e Sud d’Italia (dal 30% al 25%) e coloro che vivono da soli (dal 28% al 22%)”. Tra le persone senza difficoltà economiche o più istruite, al contrario, si registra un’inversione di tendenza e un accenno di ripresa nel 2021. Tra i laureati, ad esempio, la quota di attivi dal 47% del 2020 risale al 50% nel 2021.