29 Giugno 2020

Studio: l’emicrania da adulti raddoppia il rischio di demenza

Roma, 29 giugno 2020 – L’emicrania potrebbe essere anche un indizio di futuri problemi di memoria e ragionamento. Le persone colpite presentano un tasso doppio di demenza rispetto al resto della popolazione. E’ quanto sostiene uno studio danese presentato al convegno scientifico dell’American Headache Society (AHS), tenutosi quest’anno in modalità virtuale. I ricercatori dell’Università di Copenaghen hanno esaminato i dati dei registri nazionali di individui nati in Danimarca dal 1935 al 1956 che hanno compiuto 60 anni prima del 2017, includendo nello studio 62.578 persone. I tassi di demenza sono risultati raddoppiati nei pazienti affetti da emicrania con aura rispetto a chi non aveva avuto una diagnosi ospedaliera di emicrania, mentre chi soffriva di emicrania senza aura aveva un tasso ‘solo’ del 20% più alto. In particolare, le persone che hanno avuto una diagnosi ospedaliera di emicrania a mezza età – dai 31 ai 58 anni – avevano un tasso di demenza superiore del 50% dopo i 60 anni rispetto agli altri. “Il nostro è il primo studio nazionale di registro che analizza questo legame”, spiega l’autrice principale, Sabrina Islamoska. Diverse le possibili cause del collegamento. “L’emicrania – prosegue Islamoska – è associata a malattie cerebrovascolari, metaboliche e fattori comportamentali. Questi possono portare a atrofia cerebrale, cambiamenti nelle reti cerebrali e neurodegenerazione”. Identificare i fattori di rischio per la demenza è importante perché significa poter individuare in anticipo coloro che potrebbero essere a rischio maggiore di sviluppare questa malattia”. Nuovi studi servono, conclude, “per capire se un adeguato trattamento terapeutico dell’emicrania possa prevenire la demenza”.