Insonnia per 13 milioni di italiani, ma il 40% non riceve diagnosi né cure
15 aprile 2026 – L’insonnia colpisce 13,4 milioni di italiani, soprattutto donne, con conseguenze che vanno da malattie neurologiche e cardiovascolari all’aumento di incidenti. Ma solo il 40% dei pazienti riceve una diagnosi e solo il 21% viene trattato mentre 4-5 milioni di persone in Italia non hanno ricevuto un trattamento adeguato. Promuovere consapevolezza e riconoscerla per legge come patologia è l’obiettivo di un Policy Paper e di una proposta di legge sull’insonnia cronica, presentati a Roma.
“Per troppo tempo l’insonnia è stata considerata un disturbo secondario, mentre i dati mostrano con chiarezza che si tratta di un tema di sanità pubblica che richiede un approccio più strutturato”, commenta il ministro della Salute Orazio Schillaci. Chi ne soffre – emerge dal documento illustrato dal Gruppo di Lavoro sui disturbi del sonno, costituito all’interno dell’Intergruppo parlamentare per le Neuroscienze – lamenta una scarsa qualità e quantità del sonno per almeno 3 notti alla settimana per almeno tre mesi consecutivi. C’è una maggiore incidenza nelle fasce tra i 45 e i 54 anni e dai 65 anni in su ma è significativo anche l’aumento di casi tra gli adolescenti, spesso legato all’uso eccessivo dello smartphone. Tra le tante conseguenze, il decadimento delle funzioni cognitive: il 62% dei pazienti riporta deficit di concentrazione e il 57% ha problemi di memoria. Circa l’82% lamenta una diminuzione della performance a lavoro. Inoltre, l’insonnia cronica è la causa dell’aumento di accessi al pronto soccorso: uno studio su autisti affetti da insonnia ha dimostrato un rischio 1.8 volte maggiore di incidenti.